venerdì 30 aprile 2021

Escursione 2 Maggio: I Sentieri dei Borghi e dei Boschi dei Monti Sabatini

 


Partiamo dalla piazza di Oriolo- dominata dall'elegante facciata di
Palazzo Altieri-e prendiamo lo storico viale delle Olmate che termina nel grazioso borgo di Montevirginio. Superato il borgo proseguiamo sui verdi sentieri di monte Calvario- monte anticamente consacrato al culto della Bona Dea- e visitiamo "l'Altarone", un grande cubo scolpito su un masso ieratico, dedicato alla Dea. Scendiamo dal monte in un contesto via via sempre più urbano per raggiungere Manziana, il borgo con un bell'affaccio sul lago di Bracciano. Lasciamo il paese e attraversando ombrosi boschetti arriviamo agli "Archi di Boccalupo" , le maestose arcate di un acquedotto del XVIII sec. Attraversiamo gli archi e prendiamo una strada rurale, che diventa poi sentiero, che risale fino ad arrivare  alla "Fontana Vecchia" già punto d'acqua di un diverticolo della via Clodia. Siamo di nuovo ad Oriolo e intercettiamo il sentiero che porta alla suggestiva Faggeta. Possiamo qui fare pausa al Rifugio Passi Avanti per poi attraversare la foresta rigenerante e ritornare appagati al punto di partenza . 


Lunghezza:16km ca

Dislivello tot. ascesa: 460m ca

Dislivello tot. discesa:460m ca

Difficoltà: E

Durata: 5h escluse soste 


Sono richiesti: 

Scarpe e abbigliamento da Trekking adeguato al clima(giacca guscio impermeabile, pile, pantaloni comodi, cappello); zaino con borraccia d'acqua (almeno 2 L), pranzo al sacco, spuntini, eventuali indumenti di ricambio .

Consigliati i bastoncini. 


L' escursione è aperta  max 12 partecipanti- ben allenati ed equipaggiati adeguatamente-   rispettando le regole anti covid di distanziamento personale di due metri tra non conviventi e uso della mascherina quando non è possibile rispettare il distanziamento personale.

Non è possibile portare animali al seguito. 


Quota di partecipazione:

12€ a persona

comprensiva di Guida Ambientale Escursionistica con assicurazione RC. 


L'appuntamento è alle 8:30 

nei pressi di Palazzo Altieri 

Piazza Umberto 1°

Oriolo Romano

Il rientro è previsto per le 16

   

Prenotazioni:

entro Sabato 1 maggio h18 


Info e conferma prenotazioni:

3494400359 Laura

Guida  Escursionistica ai sensi della legge 4/2013

domenica 24 gennaio 2021

Un giorno questo dolore mi sarà utile



A volte è opportuno fermarsi al bivio e ragionare su qual è il sentiero giusto che Ti porta verso la meta scelta.                     A volte come in una partita di rugby gli ostacoli letteralmente Ti placcano e Ti trovi, così, a terra- tra foglie secche e rami- dopo un duro placcaggio e devi per forza fermarti.

In un periodo di crescita personale dove -nonostante i piccoli e grandi ostacoli-Ti senti inarrestabile, lanciata, incredibilmente forte e motivata; in un momento in cui stai seminando a piene mani con l'attitudine del contadino, con la consapevolezza che crescerà solo ciò che curi, e che stai aiutando e seguendo con passione e Gratitudine chi con fiducia ha colto l'opportunità di Benessere offerta, Ti  ritrovi a terra.

Mi ritrovo in terra; un grande ostacolo che tocca l'essenza della mia attività-il camminare- mi ha costretto a una pausa; caviglia sinistra rotta- frattura bimalleolare- un incidente inaspettato mentre facevo una semplice  camminata in Faggeta il pomeriggio del 30 dicembre.

Da terra alzo gli occhi e dolorante guardo la linea bianca che delimita l'area di meta, così vicina, così distante. Potevo schiacciare in meta, era uno dei  tanti passi avanti per crescere.
Da terra mi guardo indietro e vedo il lavoro fatto, supportata da un fantastico Coach insieme ad una straordinaria Squadra; i metri conquistati sul campo con Costanza, Dedizione, Passione, Visione.
Da terra un po' frastrornata mi rendo conto che se non riesco a camminare con i piedi devo avanzare con il Cuore. Devo fare qualcosa di generativo usando quello che ho.
Che devo andare oltre l'ostacolo; che il sogno è più forte della paura, delle scuse, del perchè proprio a me, proprio ora, del pensiero della rinuncia, del dolore.
Avanzare, andare, realizzare; ho quel che serve per avere un mio Centro, qua sul territorio, il "Rifugio Passi Avanti" per accogliere escursionisti, amanti della Nutura e del buon vivere; un Centro informativo che promuova uno Stile di Vita Sano, Attivo e Naturale attraverso le attività di un progetto che si occupa anche, e non solo, di Nutrizione e Integrazione Intelligente ed Equilibrata. Riconnettersi con la Natura significa anche aver cura del nostro corpo; similmente a un albero del bosco che crescerà rigoglioso e forte se è in posizione ottimale per ricevere pioggia, sole, nutrimenti, e per avere una buona connessione con gli altri alberi.
E similmente a una compagnia di alberi è fondamentale che  il progetto sviluppi una comunità che abbia la stessa Visione di Benessere con cui condividere obiettivi e realizzazioni.
Ogni mattina mi sveglio e mi ripeto la frase di una donna che stimo molto e che ha coinvolto tante Persone a perseguire uno Stile di Vita  Sano e Attivo:" Chi sarà la Persona fortunata che oggi mi incontrerà?"
Sì, chi coglierà questa opportunità e migliorerà la propria Vita come ho fatto io?
Ora che ho affrontato un'operazione, che posso muovermi a fatica; ora che ho verificato, in questo momento di difficoltà fisica, quanto mi aiuta e sostiene una Nutrizione e Integrazione di altissima qualità, rifletto su come posso essere efficace a trasmettere tutto questo. È mio dovere informare più Persone possibili.
Per il bene di chi incontro sulla mia strada è necessario che io parli con il Cuore.
Richiamando il titolo di un famoso romanzo; un giorno questo dolore mi sarà utile.
Ed è già utile; rafforza la mia convinzione che la la strada intrapresa è quella giusta e che ho l'attitudine, le abilità, la passione per ben condurre e aiutare le Persone a raggiungere gli obiettivi condivisi.
Come in Escursione, così nella Vita.



Lavori in corso nel "Rifugio Passi Avanti" nei pressi della Faggeta Unesco di Monte Raschio - Oriolo Romano-
( Photo courtesy Coach R. Schiavo) 

domenica 15 novembre 2020

Le Radici della Grande Madre


Ieri sono andata nel bosco. 

Vado, se posso, ogni giorno; è il richiamo, irresistibile,  della foresta, così vicina a casa. La foresta poi è la mia vera casa.

In questi giorni devo rispettare l'isolamento fiduciario per un contatto con un caro famigliare che ora è in ospedale in cura per il covid19.
E questo si somma a un periodo in cui devo prendere decisioni fondamentali per avanzare nei progetti che ho in atto,  mentre si stanno chiudendo parti importanti della mia vita passata. Una situazione che mi porta a essere ancora più riflessiva mentre attraverso il bosco.

Il cielo è grigio e la luce penetra diffusa tra gli alberi a sfumare i caldi e variopinti colori autunnali della foresta; il toc toc di un picchio, le foglie che cadono come un leggera pioggerellina; l'atmosfera giusta per  riflessioni introspettive.
Mi inerpico fuori sentiero sul lato nascosto e ripido della faggeta dove tanti grandi alberi caduti mi costringono a un zig zag sul tappeto di foglie morte. 

Mi fermo davanti al più grande; un maestoso faggio, una Grande Madre distesa, circondata dai suoi figli ancora eretti che ora nutrirà ancora, nel tempo, disfacendosi lentamente . Ne ammiro le forme, carezzo la  sua corteccia, sussurrandogli un grazie per tutto; i grandi e vecchi alberi caduti al suolo, arrivati al termine del ciclo della Vita, sono passati nei secoli attraverso le fasi che fanno parte del sistema dinamico che permette alle piante del bosco- in sinergia tra loro- di crescere, svilupparsi rigogliose, riprodursi e poi morire per dare energia e spazio ai giovani alberi.



In una Faggeta vetusta troviamo vicine diverse generazioni di alberi, e dove una vecchia pianta ha lasciato, cadendo, un buco verso il cielo e nella terra , si trovano delle vere e proprie nursery di piantine. Non ce la faranno tutte, alcune diventeranno adulte, le più forti diventeranno delle Grandi Madri che completeranno tutte e quattro le fasi del ciclo strutturale. 


Giro intorno all'enorme Faggio  e vado sul lato delle radici scoperte; un 'ampia parete circolare di almeno due metri di circoferenza tessuta al suo interno con un intreccio irregolare di filamenti legnosi grandi e piccoli, mischiati alla terra secca e compatta. Carezzo anche le secche radici  e carezzandole me ne rimane un pezzetto in mano che interpreto come un dono prezioso della Grande Madre, che a sua volta pare che mi dica:"  Ti dono un una parte di me a ricordo della nostra Innata Natura; sii forte , coraggiosa e determinata; sii compassionevole e saggia.
E va sempre con il Cuore oltre oltre l'ostacolo."

Ora da stamattina contemplo il pezzetto di radice- a cui ho trovato un posto speciale nella mia camera- mi rammento delle parole della Grande Madre Faggio e inizio la giornata con la serenità e la consapevolezza che si può affrontare tutto con Coraggio e superare con determinazione ogni ostacolo.
Trasformiamo gli imprevisti in opportunità.
In un attimo, come sempre. 




*Dedicato a mia Madre che ha concluso questa Esistenza 
 esattamente 10 anni fa

domenica 4 ottobre 2020

Il Faggio Viandante



Questo faggio, proprio questo faggio, non è sempre stato qua. Da giovane, ascoltando due scoiattoli che passeggiavano sui suoi rami raccontare le avventure  che avevano avuto fuori dal bosco, complice una certa irrequietezza- quella tipica smania giovanile che non risparmia nemmeno gli alberi-decise di sdradicarsi e iniziò ad esplorare il mondo.

Inclinandosi ora a sinistra ora a destra ora dietro ora avanti, riuscì a sfilare a poco a poco le radici dalla terra , e, come tentacoli di un polpo iniziò ad usarle per muoversi.
"Che meraviglia! " pensò.
Gli alberi più anziani lo ammonirono: "Giovane faggio dove vai? Bada che fuori, ciò che ci circonda è un mondo folle e difficile, non puoi affrontarlo da solo! " 

Non li ascoltó, l'aria fresca sulle radici gli dave una sensazione di euforia, mai provata prima.
Pensò: "Forse questo vuol dire essere liberi".
E prese un sentiero che portava fuori dal Bosco.
.....
Cammina cammina si trovò su un grande prato verde, al centro c'era un albero, solo soletto, non tanto alto con il tronco tutto ritorto.
Non sapeva che tipo di albero fosse, lui conosceva solo i suoi compagni di bosco: i suoi fratelli faggi, qualche acero campestre, un agrifoglio  e castagni e cerri che vivevano intorno a lui.
Così gli chiese :"Sei strano, piccolo albero..come ti chiami?" Alchè il piccolo ma vetusto  albero  gli rispose:
"Mi chiamo Olivo, caro mio! e tu dove vai, giovane albero?" "Non so" rispose" Ma la curiosità mi ha spinto a lasciare il bosco. Vorrei conoscere il mondo, forse tu puoi aiutarmi."

Il vecchio Olivo che ne aveva viste di cotte e di crude, si intenerì e inizio a raccontare: "Sai, giovane faggio, su questo tranquillo prato ne ho viste di cose..Non serve andar lontano. Ci vuole pazienza, dedizione e spirito di osservazione.

A parte che per l' ombra gentile che procuro, nessuno fa caso a me. Così ho visto volpi guardinghe andare a caccia di lepri e topolini, ma anche succhiare lombrichi da terra e gustare more succose.
Ho osservato mamme cinghiale  con i loro piccoli attraversare il prato per recarsi al melo selvatico là, in fondo, e sgranocchiare felici le melette cadute. Una volta una Poiana che girava in tondo sopra di me, improvvisamente scese giù in picchiata per agguantare un serpentello che passava tranquillo sull'erba ormai ingiallita, ignaro che qualcuno lo stesse osservando dall'alto.
Lo porto via, nel cielo azzurro di una mattina di settembre.
Quale fantastica occasione ebbe quel serpente per vedere la Terra dall'alto, tra le nuvole, prima di trasformarsi in nutrimento!

Spesso dei cavalli bradi galoppano gioiosi sul prato, mentre mandrie di bovini brucano senza fretta l'erba verde di primavera.
A volte delle donne solitarie, armate di coltellino, estirpano dal prato un'erba amara chiamata... cicoria.
Per fortuna qualche piantina gli sfugge, così, in luglio posso ammirare la bella fioritura.
Il fior di cicoria, di un viola delicato, nella sua semplicità, credo che sia uno dei più bei fiori che nascano su questo prato. Amo anche i rossi papaveri che crescevano  tempo fa tra le spighe quando il prato veniva seminato a grano. All'alba, in estate, è tutto un cinquettio di uccelli; in inverno la neve che cade nei giorni più freddi- per rimanere solo pochi giorni-attutisce ogni suono e fa risplendere ogni cosa, quando il sole esce dalle nuvole e la rischiara.

Sul mio tronco tanta gente si è appoggiata sedendosi per leggere un libro o semplicemente per contemplare il panorama.
E innamorati si sono amati sotto le mie fronde, quando l'erba alta nascondeva le carezze e i baci rubati e potevo ascoltare, indisceto, le loro promesse di eterno amore.
Posso ancora capire il vero amore dall'amore fugace, dal brivido che esce dal cuore..cuore che ascolto con piacere quando qualcuno mi abbraccia festoso e pieno di gratitudine e mi ringrazia per il solo fatto di Essere, essere qui, in questo Eterno Presente.

Mio caro e giovane faggio, tutto questo, e tanto altro ancora, con pazienza e tranquillità potrai viverlo nel bosco, il posto più incantevole che esista al mondo.
Sei così fortunato di essere nato in una foresta!
Il mio consiglio è tornare da dove sei venuto e lasciare agli alberi nati in città e paesi il gravoso compito di salvare l'Umanità in prima linea...
Sì, perché tu non lo sai , ma l'uomo è un animale folle, che a volte non rispetta la Natura di cui è parte integrante, quindi è capace di distruggere anche se stesso. 

Con la nostra saggezza dobbiamo ricongiungere l'Essere Umano alla Terra, questo è  uno dei nostri tanti compiti, e l'unione fa la forza , mio giovane amico.
Nella Faggeta tu potrai esprimere a pieno il tuo potenziale e la Gioia ti pervaderà completamente"

Il Giovane Faggio aveva ascoltato attentamente e ora aveva lacrime che scendevano lungo il tronco:"Grazie, Grazie, vecchio e saggio Olivo! Ora vedo tutto chiaramente. Con le tue parole ho viaggiato abbastanza.
Non serve andare oltre.
Posso tornare nel bosco con anima lieta e senza rimpianti.
Un giorno avrò anch'io tanto da raccontare.
Ti saluto e ti auguro buona fortuna!"

"Buona fortuna a te, bel Faggio!
e salutami gli amici del bosco" rispose l'Olivo, un poco emozionato.

"Riferirò!" Gli gridò il faggio mentre si allontanava. 

Rientrò nella foresta per lo stesso sentiero che aveva percorso uscendo e gli altri alberi gli fecero una grande festa, scuotendo i rami in segno di saluto: "È tornato, è tornato!"Si passavano voce l'un con l'altro.

Arrivò dinanzi alla grande buca che aveva lasciato, lentamente infilò le radici nella soffice terra che profumava di muschio e foglie secche, l'humus nutriente e pullulante di microorganismi e Vita.


Tutti i suoi amici intorno si rallegrarono.

Gli anni passarono e lui crebbe forte e rigoglioso.

Sotto i suoi rami tanti piccoli e grandi avvenimenti  si susseguirono ogni giorno.
Ora eccolo, ci sta ascoltando fiero e allegro.
E ci sussurra, sentite?Ascoltiamo quello che ci dice.. "Ecco, Il sentiero della Vita è arduo e gioioso nello stesso tempo; Tutto si trasforma sotto l'impulso dell'eterno ciclo vita- morte- vita.
Perciò siate rispettosi con la Terra e responsabili delle vostre azioni.
Rispettate Voi stessi, gli altri Esseri e tutto ciò che vi circonda.
Osservate e comprendete il Mondo con Consapevolezza, Concentrazione e Saggezza.
Vivete secondo Natura.
Come faccio io ,come facciamo noi tutti ,qui nel bosco.

Solo così possiamo Essere.

Essere  Liberi e Felici,
Qui e Ora."


      Faggeta di Oriolo Romano 2018
 
















domenica 17 maggio 2020

Si trasforma in ogni istante



Ho aperto questo blog un anno e mezzo fa in un periodo di personale mutamento, complice l'esaurirsi di un progetto escursionistico che con un gruppo di Amici avevamo messo in piedi dal 2011 e la conseguente voglia di aprirmi a nuove Avventure.

In questi mesi ho scritto poco, assorbita dalle nuove esperienze e anche da una situazione famigliare critica, comunque decisa a percorrere un sentiero indicatomi da Compagni di Viaggio di cui ho una profonda stima e fiducia.

Camminare nella Bellezza è un blog nato per raccontare le esperienze di una appassionata del cammino, di una Guida Escursionistica che ama accompagnare le Persone in Natura.


Ma qualcosa è cambiato poco dopo la sua creazione; ho aderito a un progetto escursionistico che non si ferma al solo accompagnamento sui bei sentieri tangibili dei nostri territori ma si occupa anche di accompagnare le Persone su un percorso di Nutrizione e Integrazione Intelligente ed Equilibrata.

Un progetto che ha a cuore la Cura per gli Altri e che in realtà era in embrione prima che aprissi il blog; l'ideatore- che è anche Caro Amico- me ne parlava da tempo. Infine a dicembre 2018, con l'apertura di un Centro- una sede ufficiale per le attività stanziali- il progetto è decollato.


All'inizio non sapevo dove mi avrebbe esattamente portato, come tutti i viaggi inaspettati, ma con entusiasmo sono partita; la Compagnia era ottima, il progetto stimolante.


E ha preso forma, un "passo avanti" dopo l'altro, in questi mesi, sviluppandosi e crescendo.

E anch'io sono cresciuta.

Ora sono una Guida Escursionista e una Personal Coach del Benessere, e se la formazione della Guida è costante lo è anche quella della Coach; una crescita personale continua, allettante e piena di opportunità.

La mia Vita è migliorata su tanti aspetti, anche in virtù della nostra filosofia di Vita Sana e attiva e per essere entrata a far parte di Team straordinari.


Questa evoluzione fa si che io debba modificare in parte il blog e la pagina Facebook collegata,
una mutazione che espliciti questo nuovo ruolo professionale.

Due attività che si fondono con la Missione di aiutare le persone a stare meglio, accompagnarli a coltivare e curare il loro proprio Benessere a 360°.

Abbiamo passione, abilità, strumenti per farlo, noi Guide e Coach.
Ci affidiamo e siamo portavoce di uno staff di Scienziati di fama mondiale.
E Abbiamo il dovere e la gioia di far conoscere l'opportunità a più Persone possibile.

Quindi un restyling del Blog è necessario arricchendo i contenuti, come è necessaria la modifica del nome della pagina Facebook, ampliandolo e rendendolo apertamente legato a me e all'attività intrapresa.

Ecco, dunque: "Camminare nella Bellezza, con Laura Mortet- Guida e Coach per il Benessere".

La scelta di un nome deriva generalmente da una storia ed è sempre significativa, come il nome del progetto a cui partecipo -"Passi Avanti Guide &Coach" - che oltre a racchiudere la storia del suo creatore, evoca le Azioni che dobbiamo mettere in pratica, individualmente come Coach e complessivamente come Team, per migliorare la Vita delle Persone che seguiamo;
Accompagnare, Aiutare, Avanzare.


Un processo di coaching che supporta e facilita i nostri Cochee a traformare lo stato in atto nello stato desiderato.

Tutti possiamo raggiungere obiettivi che ci fanno stare meglio.

L'importante è scegliere di farlo, essere diligenti e determinati a seguire il percorso, affidarsi con fiducia al proprio Coach.

Possiamo.

Si trasforma in ogni istante. 

giovedì 9 aprile 2020

Come era dolce quella fragola!


Questo è il discorso che feci il 19 ottobre scorso a chiusura della cerimonia di tumulazione delle ceneri di mio Padre. Avrei voluto postarlo allora, ma presa da un periodo fecondo di cambiamento e trasformazione ho lasciato da parte il blog. Anche la dipartita di mio Padre ha contribuito a tirar dritto sulla strada intrapresa; in Vita Lui mi aveva sostenuto e anche dopo lo ha fatto, e materialmente. Lo posto ora per ringraziarlo e per ripartire con il blog- e la pagina Facebook collegata- che servirà per condividere l'evolversi della mia attività, come Guida e come Coach.
Ringrazio Tutti quelli che leggeranno, per l'attenzione.
 "Virgilio ci ha lasciato come ha vissuto; con leggerezza, accompagnato a quel senso d'ironia che esorcizzava ogni cosa, anche dolorosa.
Era una persona speciale, ma non era facile per noi stretti famigliari vivergli accanto: Narcisista come tanti Artisti, istrionico a suo modo, preso dal Suo amato lavoro, tendeva a incentrare tutto e tutti nel suo mondo, e percepiva poco le reali esigenze altrui, distratto dalla Sua Arte.
Non molto tempo fa chiese a una Cara Amica- Gabriella , donna forte e Saggia- come avesse fatto il padre.
Lei gli rispose: "Come Virgilio".
La risposta lo illuminò e lo rasserenò.
Beh, come Candide di Voltaire, nel miglior modo possibile, nel miglior Mondo possibile.
Sì, perché il Babbo era un iperottimista, con una filosofia di vita allegra e propositiva; ci siamo fatti tante risate insieme, contrapposte a tante discussioni, spesso per futili motivi, tanto per scaricare la tanta energia che aveva.
E Mamma ne sapeva qualcosa.
Amava il suo lavoro sopra ogni altra cosa, e quell' energia debordante gli era necessaria per creare; ci lascia la tanta Bellezza nelle Sue tante opere e la Felicità che trasmetteva nel crearle.
Il giorno dell'ultimo malore mentre aspettevamo l'ambulanza, Lui seduto, io in piedi, ci siamo guardati negli occhi, come per dire " Ci siamo, è arrivato il momento", una smorfia, e poi ci siamo messi a ridere.
Sì, perché la Vita è bella in ogni Suo Istante, ed è necessario accettare il naturale ciclo Vita Morte Vita, con Gioia e Gratitudine.
Gli ho fatto una carezza e gli ho sussurrato: "Bello.." come a un figliuolo, a ruoli ormai invertiti, dopo settimane di accudimento da parte nostra, impossibilitato, Lui, a fare tante cose da solo.
Amava una storiella buddista- da ragazzina me la leggeva spesso- che racchiude la Sua Visione di Vita di cogliere le cose belle, nell'istante presente, che la Vita Ci offre.

"In un Sutra, Buddha raccontò una parabola:
Un uomo che camminava per un campo s’imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto ad un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo.
La tigre lo fiutava dall’alto.
Tremando l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo.
Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite.
L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola.
Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altro spiccò la fragola.
Com’era dolce!"

Ha colto quella fragola e si è preso il tempo di un'estate per accomiatarsi da tutti e immergersi nel Tutto che ci circonda, con lievità e con un sorriso; quello che aveva fissato serenamente sul volto nel momento che ha concluso questa Esistenza.
Buon Viaggio Babbo, a presto e che la terra ti sia lieve
Laura
19/10/19

sabato 2 febbraio 2019

Il nido vuoto del Parco Marturanum


Ogni volta che torno a camminare sui solitari pascoli del Parco Marturanum è come tornare in un grembo materno; è il posto dove i miei passi sono andati avanti e si sono trasformati; è dove ho ritrovato un sentiero perduto; è lì che mi sono avventurata in una seconda nascita.
Così in una giornata grigia di dicembre, percorriamo i sentieri noti, cartina in mano per esercitarsi; nel fare questo scopriamo anche nuove cose che non avevamo focalizzato nelle tante volte antecedenti.
Il piacere di concentrarsi sul dettaglio, quando l'insieme è così conosciuto- tanto che fa parte di te- è profondo.
A inizio inverno è tutto così apparentemente spoglio, una nudità necessaria, per la Natura; una pausa prima di agghindarsi a primavera.
Una bellezza più sobria, quella invernale, ma non meno affascinante; il paesaggio è inciso dai contorti rami spogli dei piccoli alberi selvatici; dominano prugnoli, perastri, marruchi.
Su un albero di questi c'è una casettina di legno- un nido- ci spiega il Guardaparco incontrato mentre fa il suo giro di perlustrazione, messo lì da loro per dare alloggio alla ghiandaia marina, una delle tante specie di uccelli che frequentano il parco.

In realtà, per ora, le ghiandiaie non lo hanno mai usato, preferendo forse nidificare nelle cavità di una parete rocciosa o nei buchi di qualche casa abbandonata nei dintorni; oppure nel buco di una cabina che contiene i trasformatori su un palo dell'energia elettrica, e, di fatto, hanno lasciato il nido, costruito per loro, vuoto.
Il parco di Marturanum ha
l'habitat ideale per la nidificazione di questo colorato uccello: radure aperte con arbusti e alberelli sparsi; suoli ricchi di insetti di cui è ghiotta (cavallette, scarafaggi, ma si ciba anche di piccoli rettili, roditori, lucertole); piccoli boschetti cedui, sui cui arriva, a volte, la brezza che in estate spira dal non lontano mare, quando la Coracias garrula- questo è il suo nome scientifico - nidifica. Nelle stagioni fredde preferisce svernare in Africa; ama il caldo e arriva da noi a inizio primavera e già a metà estate torna in Africa; questa trasmigrazione è il momento buono per scorgere in cielo stormi anche di una decina d'individui.
La bellezza del suo piumaggio coi suoi colori particolari - blu ultramarino, verdi pastello, marrone, nero- rendono questo uccello dal corpo massiccio, il capo grosso e il becco robusto e nero, inconfondilbile e incredibilmente bello.

Quando torneremo a camminare nel parco nella bella stagione, chissà, magari osserveremo gli spettacolari voli nuziali di questi straordinari uccelli in una limpida giornata di fine aprile. Da lontano e senza disturbare, però, è una specie timida e riservata.
Salutiamo il Guardaparco e continuiamo il nostro giro su questi pascoli un po' brulli tipici di queste zone- questa parte del parco fa parte del limite esterno dei Monti della Tolfa -terre mai arate ma ricche di specie spontanee prative, perfette per animali robusti come le vacche e i cavalli maremmani che brucano il florilegio di erbe che crescono tra la costellazione di sassi piccoli e grandi. Sempre con la concentrazione al dettaglio che oggi esercitiamo, notiamo su una delle pietre incassate nel terreno- abbastanza piatta, alta una ventina di centimetri e larga forse il doppio- del muschio che vegeta sulla parte esposta a sud della grigia pietra.

Si pensa che il muschio ami solo i luoghi ombrosi e umidi, ma in realtà non disdegna anche un'adeguata esposizione solare.
Da noi cresce spesso in zone boschive o lungo corsi d'acqua; in una radura aperta, sembra, in apparenza, fuori posto, ma evidentemente la forma di questa pietra consente un ristagno d'acqua, e crescendo così raso al suolo può godere anche della rugiada mattutina; quello che basta per sopravvivere in un prato maremmano a una delle tante specie di Bryophyta- che sono piante prive di sistema vascolare e assorbono l'acqua per capillarità attraverso tutta la loro superficie.
Per questo non crescono in altezza e tendono ad allargarsi.
Piante antiche e robuste, alcune riescono a soppravvivere a periodi di siccità o congelamento; colonizzano anche praterie e steppe e possono attendere la bella stagione sotto una coltre di neve o crescere su una duna sabbiosa.
È chiaro che prosperano dove c'è umidità; nelle zone temperate del nostro emisfero si dice che quando il muschio cresce aggrappandosi su una corteccia di un albero- quello che fanno le specie epifide- sia utile per orientarsi; sulla parte esposta a nord, quella non esposta al sole diretto è più facile che si mantenga quella umidità che gli serve per vegetare.

Ma è un'indicazione un poco aleatoria in quanto le variabili possono essere tante; l'inclinazione del tronco, il tipo di corteccia, per esempio; e in un bosco dove ombra e umidità sono diffusi i muschi crescono sui tronchi indifferentemente in ogni posizione.
Così dopo aver ragionato intorno al verde muschio abbarbicato sulla grigia pietra, ci avviamo di nuovo lungo queste colline solitarie; ora si scende e si guada un fosso, ora si sale su un colle dove il panorama si apre; un appagante sali e scendi su queste antiche terre etrusche.
Ci accompagnano sempre le ossature di alberi e arbusti; qui a inizio primavera sarà una esplosione di profumi e colori, e tornando sui nostri passi, a fine maggio, forse troveremo il nido in legno finalmente occupato da una coppia di ghiandaie.
Questo sarà il segnale che lo spettacolare volo a spirale per mostrare le ali azzurro brillante, che le picchiate e le planate accompagnate da grida aspre e i rapidi zig-zag del volo nuziale avranno raggiunto il loro scopo e una nuova generazione di ghiandaie, quando sarà pronta, volerà felicemente
verso le calde terre d'Africa.



Grazie a Riccardo e ai suoi allievi del Corso Base Escursionismo- e a Danilo- per aver condiviso i loro passi con i miei.

Bibliografia:

Lars Svensson
Guida degli Uccelli
d'Europa, Africa e Vicino Oriente
Ricca Editore 2012

Gerald Durrell - Lee Durrell
Guida del Naturalista
Edizione CdE 1983

Autori Vari
Guida ai servizi delle aree naturali protette del Lazio
Parco Regionale Marturanum
Ed. Regione Lazio 2005

Il Piccolo Borgo in Festa, il Tartufo e le Stelle Cadenti

MERCOLEDÌ 12 AGOSTO torniamo sui sentieri che da Barbarano portano a Civitella Cesi, in festa per la XXVIII Sagra delle Fettuccine al Tartuf...